NAIF 1979. Cosa significa questo nome?
Contrariamente a quello che può far pensare al nome della corrente artistica, in realtà è l’acronimo di “New Advanced Italian Fashion” e la data sta a significare l’esperienza sartoriale nel mondo manifatturiero della moda.
Quando nasce NAIF 1979 e con quale idea?
Nasce ufficialmente nel Giugno 2011, ma trova le sue prime origini ancor prima. Una storia che ha due generazioni. Ero diventato da pochissimi anni orfano di quello che è stato il mio grande maestro d’arte e mi ritrovavo a soli 24 anni (ragazzino dedito ancora ai vizi dei divertimenti di quell’età) a dover prendere di colpo le responsabilità di un gruppo aziendale composto da professionisti che fino all’ora era stato capitanato da un grande “condottiero”. La posta in gioco era alta e consisteva nel conquistare il rispetto e la credibilità di collaboratori che vantavano esperienze professionali di altissimo livello e, in alcuni casi, età che raddoppiavano la mia. Non era facile per loro rapportarsi alle direttive di un giovane ragazzo, se pur intraprendente, ma che fino ad allora aveva svolto le mansioni più semplici. Allora ho pensato che la formula vincente era una sola: novità e rivoluzione generazionale. Così decisi di lanciare una nuova sfida a quella che è la grande esperienza sartoriale del mio gruppo d’impresa abituata fino allora a produrre solo per conto di grandi nomi, griffes e brands. Avevo l’intento di offrire al pubblico un prodotto diverso da tutti, di altissima manifattura e con un rapporto qualità/prezzo incredibile, forte di avere una piattaforma produttiva tutta nostra.Le mie intuizioni hanno trovato i primi successi sul mercato, consolidando fortemente la fiducia dei mie collaboratori.
So che NAIF 1979 è estremamente legato alla NEW FABLE, rinomata azienda italiana di confezionamento di alto livello. In che maniera il made in Italy può fare la differenza anche nello streetwear e nella lavorazione del jersey?
La differenza sta nell’esperienza generazionale tramandata, da un gruppo dal grande valore sartoriale composto unicamente da maestranze italiane e dall’alto livello tecnologico che oggi differenza la nostra azienda produttiva sul mercato. Qualità e servizio sono le nostre dottrine professionali.
Venite dalla Puglia, una terra bellissima e con tanta tradizione di creatività e artigianalità. Cosa vi portate dentro della vostra terra?
La tenacia, la positività e la tradizione del buon gusto. La nostra sede produttiva è ubicata in una graziosa città che si affaccia magnificamente sul mare. Immaginate che carica di positività riceviamo al mattino, recandoci presso la sede aziendale, nel percorrere raggianti panorami che si mischiano tra terra e mare.
Come nasce una collezione di NAIF 1979, in base a quali ispirazioni?
La creazione di una nostra collezione è un arte molto complessa dove nulla viene lasciato al caso. Una collezione di NAIF nasce nel settore forse più strategico interno alla nostra azienda e cioè quello grafico-stilistico-modellistico. Viene diretta principalmente da 6 persone, ognuna a capo di uno staff per la propria specializzazione, il tutto sotto il mio coordinamento. Carmen, Ester, Sebastian, Luigi, Omar, Valerio, Piero. E’ con loro che mi interfaccio ogni giorno per la realizzazione del miglior risultato. Partiamo prima da una ricerca di nuovi materiali e accessori, per poi passare allo stile, allo sviluppo della perfetta vestibilità (con qualsiasi forma) e rendere quel capo così unico, tanto da dover fare provare un’emozione a chi lo indossa.
NAIF 1979, come possiamo definire il brand?
Un autentico Made in Italy dove la qualità dei materiali e la vestibilità dei capi sono i punti di forza indissolubili.
Esiste un brand o uno stilista che, in qualche maniera, costituisce una fonte di ispirazione per il vostro lavoro?
Si, esiste, ma tengo più ad mettere in risalto che l’ispirazione nasce anche dalla nostra originalità nell’evolvere quello che è il ns ingrediente preferito: la felpa. Siamo davvero esperti ad estromettere quella che è la sua anima “sportswear” e, con dei trattamenti e lavorazioni speciali, la trasformiamo in un originale ingrediente ottimo per realizzarne uno stile che definiamo street-fashion.
Quale può essere il cliente finale di Naif? Ho visto all’ultimo Pitti un prodotto estremamente costruito e sofisticato. Un nuovo modo di lavorare la felpa. In quale tipo di negozio vedete inserito bene il vostro prodotto? Vi vedete ancora nel negozio street-wear evoluto? O create un prodotto più da boutique?
Noi creiamo quello che ci suggerisce la nostra passione e lasciamo che il ns prodotto venga percepito dal canale più giusto per esso. All’ultimo Pitti la sua vocazione è stata ben chiara: Boutique di alto livello e concept store attento.
So che si è sviluppato un certo interesse all’estero verso il vostro brand. Quali paesi hanno accolto il vostro marchio?
L’estero è sempre attento ai prodotti Made in Italy ben fatti e NAIF 1979 non poteva passare inosservato. Abbiamo iniziato a relazionarci con i mercati Nord-Europei, Giapponesi e Coreani ma non vi nascondo che da 6 mesi abbiamo ripetuti incontri con un importante gruppo commerciale cinese interessato alla distribuzione del nostro brand nel loro paese. Sarebbe una bella rivincita per noi e per il nostro settore se si configurasse quest’ultima ipotesi.
E’ impossibile fare un’intervista a un giovane marchio emergente e non citare la parola ‘crisi’. Qual’è la vostra percezione della situazione? In che modo guardate al futuro e, se volete, potete darci un vostro consiglio per andare avanti con un briciolo di fiducia?
C’è qualcuno che in silenzio ha voluto far entrare di forza la parola crisi nella cultura italiana. Credo che dobbiamo, ora più che mai, fare la nostra mossa come popolazione senza farci illudere da un sistema politico-finanziario in certi versi “perverso”. La fiducia di noi italiani sta nella nostra vera cultura di sapienti creatori di prodotti unici al mondo. Dobbiamo iniziare ad amarci di più! Sento di consigliare vivamente quest’ultimo pensiero.
Siete appena stati al vostro primo Pitti Immagine Uomo. Cosa vi ha dato questo evento e cosa vi siete portati a casa a livello di esperienza dopo il contatto con il pubblico?
In particolare vorrei ringrazio di cuore l’organizzazione del Pitti Immagine. Impeccabile nell’organizzare un evento internazionale così fantastico! Ci ha dato finalmente quello che può essere il più grande valore per il nostro lavoro: l’attenzione di un importante pubblico. Ora ci sentiamo davvero legati a Firenze e credo che confermeremo senza dubbi la nostra presenza nelle prossime edizioni.
Parteciperete nel futuro a qualche fiera internazionale?
Assolutamente si! Data ora la maturità dimostrata dal brand credo che sia indispensabile. Stiamo già ai lavori per decidere tra le fiere più importanti d’Europa. Tra le più accreditate, al momento, pensiamo al PREMIUM di Berlino o al TRA NOI di Parigi.
Immaginate di sponsorizzare un gruppo musicale o un cantante. Chi scegliereste?
Bella domanda!! Qua però ci metterei del personale: da ex componente di un gruppo rock locale ai bei tempi degli studi, ti direi subito i miei preferiti: i MUSE
Con quale consiglio concludi e saluti gli amici di WAIT?
La moda è una delle arti italiane più stimate al mondo e, oltretutto, risulta essere il secondo settore più importante sul PIL nazionale. Continuare a fare shopping nei negozi italiani ed acquistare Made in Italy è il più grande investimento per il futuro della nostra nazione.
You might also like
More from Brands & Designers
Loro Piana accusata di non retribuire i suoi lavoratori indigeni in Perù
"Le nostre eccellenze": questa la value proposition che si trova sul sito ufficiale di Loro Piana alla sezione “viçuna”. E in effetti …
Donatella Versace e Dua Lipa: gli anni ’60 nella co-lab “La Vacanza”
Donatella Versace e Dua Lipa insieme per la Pre Fall 23 per celebrare l'estate italiana. La co-lab tra moda e …
Moda e design: un dialogo aparto
Dai primissimi anni del 1960, la dimensione artistica che seguì la rinascita economica, artistica e scientifica vide la moda come …